La Cgil ha proclamato lo sciopero generale per il 20 novembre. Ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico di cambiamento che rimette al centro il lavoro, i diritti, la giustizia sociale. Non ci fermerà nessuno. Andiamo avanti con forza e con solidarietà.
Lo sciopero generale nazionale di 24 ore riguarderà tutti i settori pubblici e privati ed è proclamato per contestare le politiche economiche e sociali del Governo Meloni.
Chiediamo un cambiamento radicale nelle priorità del Paese su salari, pensioni, sanità, scuola, fisco, precarietà, diritto alla casa e chiediamo di fermare la corsa al riarmo.
VOLANTINO SCIOPERO GENERALE
Seguiranno indicazioni sulle modalità organizzative
SALARI SEMPRE PIÙ LEGGERI, PREZZI SEMPRE PIÙ ALTI
Le misure adottate dal Governo sono insufficienti per contrastare un impoverimento che riguarda anche chi ha un’occupazione stabile.
IL FISCO PENALIZZA LAVORO DIPENDENTE E PENSIONATI
Denunciamo un sistema che continua a gravare soprattutto sui redditi da lavoro dipendente e da pensione senza garantire un’effettiva progressività della tassazione. Chiediamo
- la restituzione delle somme sottratte attraverso il drenaggio fiscale (fiscal drag)
- l’indicizzazione dell’Irpef all’inflazione
- una distribuzione più equa del carico fiscale
- una lotta efficace all’evasione
PIÙ RISORSE PER SANITÀ, ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI, MENO RISORSE PER LE ARMI
Contestiamo la scelta del Governo di aumentare le spese per il riarmo mentre sanità pubblica, istruzione, politiche sociali e assistenza alle persone non autosufficienti continuano ad essere sottofinanziate.
Chiediamo sia garantito il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto ad una vita dignitosa e la legge di bilancio deve partire da queste esigenze.
PENSIONI, LA GRANDE PROMESSA MANCATA
Chiediamo di bloccare l’aumento dell’età pensionabile, di intervenire su un sistema che rischia di allontanare ulteriormente il momento del pensionamento, la piena rivalutazione degli assegni. Bisogna garantire condizioni previdenziali adeguate per le nuove generazioni alle prese con carriere discontinue e retribuzioni insufficienti.
LAVORO, INDUSTRIA E CRISI AZIENDALI
Denunciamo l’assenza di una strategia industriale che affronti le trasformazioni tecnologiche e ambientali per sostenere le imprese e difendere l’occupazione.
Servono investimenti, politiche industriali, strumenti di tutela occupazionale e un ruolo attivo dello Stato nelle transizioni, non basta gestire le emergenze quando esplodono le vertenze, occorre prevenirle e costruire prospettive di sviluppo.
GIOVANI, PRECARI E SENZA CASA
Chiediamo interventi concreti sul diritto allo studio, politiche pubbliche per le abitazioni e misure strutturali contro la precarietà per dare a tutti il diritto di costruirsi un futuro che non dipenda dalle condizioni economiche della famiglia di origine né essere rinviato indefinitamente.
LA SICUREZZA SUL LAVORO NON PUÒ ASPETTARE
Rivendichiamo interventi più incisivi per prevenire infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro. La tutela della vita di chi lavora deve diventare una priorità effettiva, sostenuta da investimenti, prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti.
UNA LEGGE DI BILANCIO DA CAMBIARE
Vogliamo aprire un confronto vero sulla legge di bilancio e modificare le scelte economiche del Governo perché serve mettere in discussione un modello che destina risorse al riarmo senza affrontare adeguatamente l’emergenza salariale, il declino dei servizi pubblici e le crescenti disuguaglianze.
Un Paese nel quale lavorare non basta più per vivere dignitosamente ha un problema che nessuna propaganda può nascondere.





