Nell’incontro che si è svolto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha modificato in parte l’impostazione del piano industriale presentato nei mesi scorsi.

Per quanto riguarda lo stabilimento di Forlì, l’azienda ha dichiarato che, qualora si riuscisse a recuperare competitività attraverso interventi sul costo dell’energia, sulla produttività, sul costo dei materiali e sulla normativa europea CBAM, sarebbe possibile mantenere nello stabilimento circa 200.000 piani cottura sugli attuali 400.000, oltre alla grande maggioranza della produzione dei forni, con l’obiettivo di attrarre anche nuove tipologie di prodotto.

Si tratta di un cambiamento rispetto al piano presentato a maggio, che dimostra come la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, insieme all’azione del sindacato e al confronto istituzionale, abbia costretto l’azienda a riaprire la discussione sulle prospettive produttive dello stabilimento.
Tuttavia, questi primi passi sono ancora insufficienti.

L’azienda, infatti, non garantisce il mantenimento di tutte le produzioni, ma solo di una loro parte e continua a subordinare ogni eventuale modifica del piano ad un recupero di competitività che dipende da fattori in larga parte esterni, come il costo dell’energia e la revisione della normativa europea sul CBAM. Rimane inoltre del tutto aperto il tema del costo del lavoro, rispetto al quale Electrolux non ha chiarito quali strumenti intenda utilizzare.

Soprattutto, non è stato chiarito quale sarebbe l’impatto occupazionale di queste nuove ipotesi. Se da un lato viene prospettato il mantenimento di una parte significativa delle produzioni di Forlì, dall’altro non è stato spiegato quanti esuberi verrebbero effettivamente evitati né quale sarebbe il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti dal piano.

Per la FIOM di Forlì-Cesena questo è un punto imprescindibile. Non basta modificare parzialmente il piano industriale: servono garanzie certe sull’occupazione, sugli investimenti e sul mantenimento delle produzioni nello stabilimento.

Il confronto proseguirà nel prossimo incontro del 21 luglio. In quella data sarà importante comprendere quali iniziative intende mettere in campo il governo per la risoluzione della vertenza. La FIOM continuerà a sostenere la necessità di un vero piano industriale che salvaguardi il lavoro e il futuro del sito di Forlì, senza scaricare sui lavoratori il costo della competitività.

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