Lavoro a cottimo, utilizzo improprio del lavoro autonomo, compensi sotto la soglia di povertà e dispregio delle norme di tutela della salute e sicurezza ai danni di chi lavora come rider, questo il quadro che emerge dalle indagini sul food delivery.
«Le condizioni di chi lavora come rider sono un’emergenza che riguarda anche il nostro territorio – commenta Andrea Merendi, Segretario Generale NidiL Cgil Forlì Cesena – dove sono presenti servizi di consegna a domicilio gestiti sia da Glovo che da Deliveroo».
Le risultanze dell’indagine della Procura di Milano su Glovo-Foodinho parlano di retribuzioni fino al 76,95% sotto la soglia di povertà e dell’81,62% inferiori ai contratti collettivi di settore, confermando un quadro che la CGIL ha più volte denunciato. L’indagine si è poi spostata su Deliveroo, dove potrebbero arrivare a 20 mila i rider che lavorano in condizioni di sfruttamento, con paghe sotto la soglia di povertà.
«L’impegno della Magistratura nell’indagare sullo sfruttamento dei rider, più volte denunciato da lavoratori, sindacati e società civile – commenta Maria Giorgini, Segretaria Generale CGIL Forlì Cesena – conferma quanto sia fondamentale l’autonomia del potere giudiziario, che deve restare libero da pressioni politiche e da interferenze dei poteri economici. L’indipendenza della magistratura è uno strumento essenziale per tutelare le persone più fragili, anche nel mondo del lavoro, dallo sfruttamento da parte di grandi società di capitali e da sistemi di malaffare organizzato. Lo dimostrano anche importanti inchieste che hanno riguardato questa regione, come Aemilia e Radici. Per queste ragioni voteremo No nel referendum costituzionale del 22 e 23 marzo».
«L’intervento della procura di Milano, con il controllo giudiziario su Glovo e Deliveroo, conferma un sistema di caporalato che le organizzazioni sindacali denunciano da tempo – conclude Andrea Merendi Nidil Cgil Forlì Cesena – Quello che emerge dall’indagine ci impone di continuare la nostra mobilitazione sul territorio come Nidil Cgil per dare alle persone la possibilità di conoscere i loro diritti, troppe volte nascosti da chi li sfrutta, utilizzando sistemi di caporalato».
10 marzo 2026
Nidil Cgil Forlì Cesena
Cgil Forlì Cesena





